Domicilio 2.0

Il progetto “Domicilio 2.0” è stato promosso dalla Fondazione ASPHI Onlus, un’organizzazione con sede legale a Bologna che si occupa di migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità promuovendone l’inclusione nelle scuole, nel lavoro e nella società attraverso l’uso di tecnologie digitali. In particolare, ASPHI è un centro di sperimentazione e progettazione di uso di tecnologie assistive in supporto di famiglie, enti, cooperative a aziende. Esso ha coinvolto, oltre alla Fondazione ASPHI, anche i seguenti attori:

  • Centro per i disturbi cognitivi e demenze (Poliambulatorio Byron) – Azienda USL di Bologna;
  • ASP Città Di Bologna;
  • ASC InSieme – Unione dei Comuni Valli del Reno, Lavino e Samoggia;
  • Casa della Salute Casalecchio di Reno;
  • Unità di Valutazione Geriatrica Ospedaliera del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna;
  • Università degli Studi di Padova. Attraverso il progetto Domicilio 2.0 si introducono alcune “tecnologie d’uso comune, ausili e semplici adattamenti ambientali da usare come strumenti per il mantenimento di interessi e relazioni e come sostegno alle attività e autonomie quotidiane” (presentazione del progetto Domicilio 2.0 di Asphi, Dicembre/Gennaio 2021).

Tecnologia 

Il progetto “Domicilio 2.0” fa uso delle seguenti tecnologie:

  • Telefoni e tablet con interfaccia semplificata, per il mantenimento e la stimolazione cognitiva e motoria (es. album dei ricordi, giochi, fare ginnastica; il tablet come oggetto che stimola attività “di supporto” al tablet stesso, es. la creazione di un porta tablet o la costruzione di un sostegno verticale per il tablet), come promemoria per le terapie farmacologiche ma anche per mantenere le relazioni e la comunicazione;
  • Dispenser portafarmaci elettronico;
  • Videoingranditore che facilita la lettura di un libro o in generale di un testo scritto;
  • Assistenti vocali (es. Alexa), a loro volta stimolanti ulteriori attività (es. un “copri Alexa” fatto all’uncinetto);
  • Eco Show 8: Smart display da 8″ che integra l’assistente Alexa;
  • Wii (console Nintendo);
  • Orologio GPS, ovvero orologio da polso con ricevitore gps integrato che permette di monitorare gli spostamenti del soggetto che lo indossa;
  • Braccialetto Seremy che permette di monitorare, a distanza, le cadute del soggetto che lo indossa al polso;
  • Sensori domotici (es. di rilevamento del movimento) e adattamenti ambientali per favorire l’autonomia a casa.

Su tablet (o altri supporti tecnologici adatti) vengono installate applicazioni quali:

  • Dynseo Sofia: programma di giochi di stimolazione cognitiva;
  • Raiplay: piattaforma di streaming gestita dalla Rai;
  • Google Duo: applicazione per video chiamate e chat mobile sviluppata da Google;
  • Google Street View: fornisce viste panoramiche a 360° in orizzontale e a 160º in verticale lungo le strade;
  • Spotify: servizio musicale digitale che consente di ascoltare in streaming milioni di brani su diversi dispositivi;
  • Audible: servizio di audio streaming con audiolibri, programmi radio e tv, quotidiani in formato audio digitale;
  • World Traveller: app che permette di tracciare luoghi visitati e da visitare.

Obiettivi 

Le tecnologie digitali vengono usate per affrontare i bisogni delle persone con demenza lieve e moderata e dei loro caregiver. In particolare per:

  • Favorire la permanenza a domicilio, consentendo agli anziani di rimanere nel proprio ambiente familiare il più a lungo possibile, incentivandone l’autonomia;
  • Mantenere e stimolare le abilità residue, infatti, attraverso l’utilizzo di strumenti tecnologici, gli anziani possono effettuare esercizi cognitivi e motori;
  • Diminuire i disturbi del comportamento nonché l’uso di farmaci;
  • Rafforzare le reti di prossimità, poiché gli ausili tecnologici facilitano la comunicazione e il supporto tra anziani, caregiver e operatori sociosanitari;
  • Supportare i caregiver i quali necessitano di strumenti adeguati ad assistere quotidianamente, in modo più efficace e agevole, le persone con disabilità ma anche un miglioramento della propria qualità di vita.

Implementazione 

Le tecnologie sono state identificate e implementate attraverso le seguenti fasi principali:

  • Individuazione della coppia anziano/caregiver e valutazione preliminare delle loro esigenze specifiche;
  • Scelta e fornitura dei dispositivi tecnologici personalizzati;
  • Formazione degli operatori, dei volontari e dei caregiver per garantire un corretto utilizzo e supporto nell’adozione delle tecnologie;
  • Visite domiciliari consistenti in interventi settimanali da parte di operatori e volontari per assistere gli anziani nell’uso delle tecnologie. Si tratta di una fase importantissima nella quale si personalizza la tecnologia (ad es., rispetto al tablet, si identificano le app più adeguate a rispondere ai bisogni degli anziani).

Nel corso dell’implementazione del progetto non sono mancate alcune difficoltà: alcuni anziani e caregiver hanno, inizialmente, mostrato diffidenza verso l’uso delle tecnologie apprezzandone, tuttavia, successivamente l’utilità. Serve guadagnare la fiducia: si entra in casa delle persone, vi è un timore iniziale sulla tecnologia da parte dei beneficiari finali. Dal punto di vista delle tecnologie in sé, elemento chiave è la relativa personalizzazione, quindi il loro adattamento alle specifiche esigenze di ogni coppia anziano-caregiver.

Tra le determinanti di successo dell’iniziativa nel suo complesso, dunque di come la tecnologia sia riuscita ad inserirsi nell’ambito del più ampio progetto portato avanti da Asphi, vi sono:

  • Conoscenze pregresse, ovvero l’esperienza della Fondazione ASPHI nell’uso di tecnologie assistive;
  • Formazione, ovvero lo sviluppo di un adeguato livello di competenza negli operatori e nei volontari coinvolti;
  • Collaborazione con enti locali e servizi sociosanitari già operativi sul territorio;
  • Supporto continuo di assistenza durante l’implementazione e l’utilizzo delle soluzioni tecnologiche.

Risultati auspicati e osservati 

Il progetto ha coinvolto 25 anziani, 25 caregiver e 15 operatori sociosanitari nel biennio 2020-2021.

Esso ha portato ai seguenti risultati:

  • ⁠Miglioramento delle autonomie: Gli anziani hanno mostrato progressi nell’utilizzo delle tecnologie per attività quotidiane;
  • Riduzione del carico per i caregiver: Strumenti come i promemoria digitali hanno facilitato la gestione delle cure;
  • ⁠Incremento della qualità della vita: Sia gli anziani che i caregiver hanno riferito un miglioramento nel benessere generale;
  • Opportunità di crescita professionale per operatori e operatrici sociosanitari, anche grazie alla possibilità di lavorare in equipe multidisciplinari per la messa a punto del nuovo approccio basato sulle tecnologie.

I risultati sono stati misurati grazie all’osservazione diretta da parte degli operatori sociosanitari coinvolti, in particolare attraverso un processo basato su Consensus Method e attraverso interviste per indagare la qualità della vita svolte con persone anziane e caregiver.

Sviluppi futuri 

  • Ulteriori adattamenti tecnologici: Personalizzare ulteriormente le tecnologie in base ai feedback ricevuti;
  • Estensione del progetto ad altri ambiti: Valutare l’applicazione delle soluzioni tecnologiche per altre condizioni o fasce di età, adattandola ai bisogni.

Scalabilità 

La tecnologia utilizzata nel progetto “Domicilio 2.0” può essere adattata per:

  • Altri contesti domiciliari: Supporto a persone con diverse disabilità o condizioni croniche;
  • Strutture residenziali: Migliorare l’assistenza in case di riposo o centri diurni;
  • Contesti educativi: Utilizzo di tecnologie assistive per l’apprendimento in presenza di difficoltà cognitive.

Questa tecnologia può essere particolarmente utile per:

  • Enti sociosanitari: Che operano nell’assistenza domiciliare o in strutture residenziali;
  • Organizzazioni no-profit: Impegnate nel supporto a persone con disabilità o condizioni croniche;
  • Istituzioni educative: Che lavorano con individui con difficoltà cognitive o di apprendimento.

Asphi mira a creare Centri di competenza tecnologica territoriali per il supporto della qualità di vita della persona anziana, al fine di favorire la replicabilità del progetto Domicilio 2.0.

Il progetto Domicilio 2.0 potrebbe essere integrato con il progetto Living Lab Byron al fine di ridisegnare il modello di welfare di comunità, affinché sia più multidisciplinare e integrato.

Ulteriori informazioni 

Link al sito del progetto “Domicilio 2.0” di Asphi: https://asphi.it/domicilio2-0/